Un paese che un tempo si chiamava Isola, due torrenti e un paesaggio diverso da quello che vediamo oggi. Il nostro trekking a Londa comincia da qui: dalle tracce dell’acqua e da una domanda che ci accompagnerà lungo il cammino. Che cosa è cambiato?
COSA TI ASPETTA:
- Il mistero di un nome: da Isola a Onda, fino a Londa, sulle tracce dell’antico rapporto tra il paese e i suoi torrenti.
- Un paesaggio da rileggere: il Rincine, il Moscia e gli indizi di un territorio che nel tempo ha cambiato aspetto.
- La storia del lago: uno specchio d’acqua che sembra appartenere da sempre al paesaggio, nato invece da un intervento dell’uomo.
- Antichi mulini e il ponte di Fornace: testimonianze di quando l’acqua scandiva il lavoro e gli attraversamenti collegavano le comunità.
- Quattro borghi lungo il cammino: Caiano, Fornace, Rincine e Petroio, tra memorie rurali e tracce del Medioevo.
- Una scoperta da condividere: camminare, osservare e immaginare com’erano questi luoghi prima delle trasformazioni.
Descrizione dell’esperienza
Ci sono dettagli che spesso attraversiamo senza fermarci: un ponte, un edificio vicino al torrente, una strada che piega verso un piccolo abitato. Durante l’escursione proveremo a guardarli diversamente. Saranno gli indizi di un racconto da ricomporre insieme, osservando la posizione dei borghi, i collegamenti tra le frazioni e i segni lasciati dal lavoro quotidiano.
Il Rincine e il Moscia saranno tra i protagonisti della giornata. Il loro rapporto con Londa nasconde una parte della risposta, ma per comprenderlo dovremo provare a immaginare un paesaggio diverso da quello attuale. Dove passava l’acqua? Come condizionava la vita del paese? E quali tracce di quel passato possiamo ancora riconoscere? Ne parleremo lungo il percorso, mettendo in relazione ciò che vediamo con ciò che è cambiato.
Anche il lago ci offrirà qualche domanda. Oggi sembra appartenere naturalmente al paesaggio, eppure la sua presenza ha una storia precisa. Quando è comparso? Per quale ragione? Ci fermeremo sul suo significato, scoprendo come un intervento sul territorio possa trasformarne l’aspetto e diventare, con il tempo, parte dell’identità di un luogo. Sarà uno dei passaggi che ci aiuteranno a leggere Londa con occhi nuovi.
Verso Caiano cominceremo a incontrare le testimonianze di una vita legata alle risorse della campagna. Gli antichi mulini ci inviteranno a immaginare gesti, rumori e abitudini ormai lontani. La loro posizione sarà uno spunto per capire come funzionavano i rapporti tra acqua, lavoro e abitati. Osserveremo quello che resta, cercando di ricostruire insieme il ruolo che questi luoghi avevano nella quotidianità.
A Fornace, un ponte e le tracce del passato aggiungeranno nuovi elementi alla scoperta. Qui il racconto si allargherà dalle attività rurali alle vicende di chi ha vissuto e governato il territorio. Alcuni nomi appartengono alla grande storia, altri sono meno conosciuti, ma aiutano a comprendere la vita locale. Li incontreremo al momento giusto, lasciando che siano i luoghi a introdurli.
Proseguendo verso Rincine e Petroio, saranno i collegamenti tra le frazioni a guidare la nostra attenzione. Camminare sulle antiche vie permette di percepire distanze che oggi sembrano trascurabili e di immaginare quanto contasse un attraversamento, una salita o la vicinanza di un corso d’acqua. Anche le piccole chiese entreranno nel racconto, come presenze che accompagnano da secoli la storia degli abitati.
Tra un borgo e l’altro ci sarà spazio per osservare il paesaggio, condividere impressioni e fermarsi sui particolari. Ogni tappa aggiungerà qualcosa, senza anticipare tutto: una domanda troverà risposta, un dettaglio farà nascere una nuova curiosità. Il piacere sarà anche questo, scoprire gradualmente i legami tra elementi che all’inizio sembravano separati.
Alla fine del cammino, il nome Isola e il paesaggio di Londa avranno un significato diverso. Avremo seguito l’acqua attraverso le sue tracce, incontrato memorie di lavoro e attraversato borghi che conservano parti dello stesso racconto. Un trekking per lasciarsi incuriosire e conoscere, passo dopo passo, l’isola che diventò Londa.
Rientro previsto alle macchine ore 17:00
UNA PICCOLA ATTENZIONE PER PROTEGGERE I NOSTRI BOSCHI
Prima di partire, vi chiediamo di portare con voi un paio di scarpe pulite di ricambio da lasciare in auto durante l’escursione. La richiesta nasce dalle misure di prevenzione adottate per contrastare la diffusione della Peste Suina Africana (PSA), una malattia che non si trasmette all’uomo, ma che colpisce maiali e cinghiali e può avere conseguenze molto gravi sulla fauna e sugli allevamenti. Anche noi escursionisti possiamo contribuire alla prevenzione: terra, fango e materiale organico rimasti sotto le calzature e sulle attrezzature possono infatti favorire il trasporto del virus da un luogo all’altro. Per questo partiremo indossando normalmente le nostre scarpe da trekking, mentre le scarpe pulite di ricambio resteranno in macchina. Al termine dell’escursione, una volta tornati alle auto, toglieremo le scarpe utilizzate sul sentiero e indosseremo quelle pulite prima di ripartire. Le calzature da trekking dovranno poi essere adeguatamente pulite e disinfettate.
È un gesto semplice, che richiede pochissimo tempo ma può contribuire alla tutela del territorio che attraversiamo.
Camminare nella natura significa anche prendersene cura.
Informazioni importanti
I costi di spostamento effettuati con i mezzi privati non sono mai compresi.
Sarà possibile però, su libera scelta dei partecipanti, condividere i posti auto e i costi dal punto di ritrovo al punto di partenza del trekking, stimati in € 30.00 per l’intera tratta di andata e ritorno, in base al calcolo percorrenze chilometriche ViaMichelin.










